Revercell® 3G

Complesso Molecolare Rigenerativi
Regolatore del Metabolismo Cellulare

L’invecchiamento è una conseguenza, tra le altre cose, di un accumularsi di danni molecolari non riparati, che limita le funzionalità e causa una graduale alterazione del ciclo cellulare. Questi danni ripetuti e cumulativi aumentano con il passare del tempo, ad un ritmo maggiore o minore a seconda di vari fattori legati alla genetica, allo stile di vita, all'alimentazione, ecc.

Il Biocell Ultravital Bioresearch Institute è fiero di inserire tra le proprie terapie cellulari REVERCELL 2G, un nuovo prodotto in grado di ridurre al minimo i danni molecolari, interagendo con i mitocondri per estendere la funzionalità ottimale del nostro sistema cellulare.

Lo scienziato John Denu ha paragonato questi processi cellulari a quelli produttivi in una fabbrica: se non vengono attuate le necessarie misure manutentive, con il passare del tempo tutti i macchinari inizieranno a guastarsi. Questo è ciò che accade nelle cellule a causa del continuo accumularsi di danni e mutazioni e per la perdita di funzionalità metaboliche, che provocano gradualmente delle carenze nel sistema cellulare e la sua definitiva degenerazione.

La ridotta funzionalità cellulare scatena tutta una serie di problemi: L’accumulo di proteine “cattive”, che sono causa di parte dei danni cellulari che poi si traducono in alterazioni a livello tissutale, organico e sistemico. A questo punto si viene assaliti dalle malattie, molte delle quali irreversibili.

È per questo motivo che Biocell Ultravital ha concentrato le proprie ricerche sugli sviluppi scientifici nel settore del rinnovamento delle cellule e della prevenzione.

Negli ultimi 30 anni, le ricerche nel campo delle cure rigenerativi si sono progressivamente incentrate sulla prevenzione dei danni causati dal cosiddetto stress ossidativo. Questo è generato dall’azione dei radicali liberi, molecole di ossigeno a cui manca un elettrone, prodotti dai mitocondri durante la sintesi di ATP, quando il cibo viene convertito in energia. A questo proposito, sono stati raggiunti dei risultati, seppur modesti, con l’uso di dosi elevate delle cosiddette vitamine anti-ossidanti: A, C, E, Selenio, Zinco, ecc., un fenomeno incredibile, scoperto alla Cornell University e che è passato quasi del tutto inosservato.

Informazioni di carattere generale:

Sin dal 1943, quando alla Cornell University venivano effettuati esperimenti sui ratti utilizzando alimenti a basso contenuto calorico, esperimenti riprodotti ripetutamente in ogni parte del mondo con diversi tipi di creature viventi, dai lieviti ai mammiferi, è noto che una dieta molto povera di calorie e ricca di sostanze nutrienti può allungare la vita di un animale fino al 60%. Fino a poco tempo fa, il significativo estendersi della durata media della vita era giustamente attribuito ad una minore produzione di radicali liberi, derivante da un ridotto apporto di cibo; si osservava un abbassamento dei livelli di insulina e colesterolo e un calo della pressione sanguigna e della temperatura corporea, ma tutto questo non bastava a spiegare il motivo per cui gli animali più vecchi, soggetti ad una dieta povera di calorie, mostravano segni di ringiovanimento quali: maggiore dinamicità in generale e, in particolare, aumento dell’attività sessuale, maggiore luminosità della pelle, maggiore prontezza di riflessi e capacità d’apprendimento.

Oggigiorno si è ormai giunti alla conclusione che una dieta povera di calorie, oltre a produrre i benefici menzionati, disattiva o silenzia i geni danneggiati, separati dai cromosomi, quando questi iniziano ad esprimere e replicare una gran quantità di proteine indesiderabili anziché rimanere inattivi, cosa che contribuisce notevolmente al processo di invecchiamento.

L’apporto calorico drasticamente ridotto di una dieta a basso contenuto calorico costringe le cellule dell’organismo a funzionare in “modalità di sopravvivenza”, il che porta ai benefici sopra citati. Questi benefici cessano progressivamente con l’adozione di un regime alimentare normale. In altre parole, un organismo che riceve cibo a sufficienza, non ha bisogno di rimanere in “modalità di sopravvivenza”. Di conseguenza, è evidente l’esistenza di un collegamento diretto tra le abitudini alimentari di una persona e la sua longevità.

Si ritiene che i benefici derivanti da una dieta a basso contenuto calorico possano essere applicati anche agli essere umani, che non dovrebbero costituire un’eccezione rispetto a tutte le specie animali sulle quali sono stati effettuati i test. Comunque, tenendo conto della durata della vita umana, è probabile che siano necessarie alcune decine d’anni per poter verificare i reali benefici di un simile regime alimentare. Questo è il motivo per cui per la ricerca relativa a questo fenomeno vengono scelti organismi viventi meno longevi, come lieviti, mosche, ratti, cani, primati, ecc. Inoltre, è piuttosto improbabile che un essere umano sia in grado di sopportare per un periodo prolungato una dieta così rigorosa come quella proposta.

Qualche anno fa, la comunità scientifica ha accertato che la restrizione calorica causa l’attivazione o espressione dei geni SIR (silent information regulator), che contribuiscono a prevenire la produzione di proteine indesiderabili derivante dalla separazione del DNA dai cromosomi, separazione che avviene a causa dello stress ossidativo e che provoca, in ultima analisi, la distruzione delle cellule in questione. È stato stimato che i geni silenziatori umani sono circa 8, essi vengono denominati SIRT e contraddistinti con numeri da 1 a 8. I geni SIRT possono essere chiamati a tutti gli effetti “geni della longevità”.

Di recente, è stata provata l'esistenza di sostanze chimiche in grado di esprimere i geni SIRT in una maniera simile a quella determinata dalla restrizione calorica, ma senza la necessità di ricorrere a tale pratica. In questo caso si parla di mimetici della restrizione calorica. Tra queste sostanze mimetiche compaiono: resveratrolo dell’uva, catechine del tè, genisteina della soia, ecc.

La ricerca Biocell Ultravital è fortemente orientata verso l’uso delle sostanze più promettenti presenti in questo elenco, in sinergia con altre componenti che contribuiscono a ottimizzare l'azione rigenerativi.

Il Biocell Ultravital Bioresearch Institute è fiero di inserire tra le proprie terapie cellulari REVERCELL 2G, un nuovo prodotto in grado di ridurre al minimo i danni molecolari relativi ai mitocondri per estendere la funzionalità ottimale del nostro sistema cellulare, laddove i pericolosi radicali liberi vengono prodotti durante la sintesi di ATP, pregiudicando la capacità del DNA di autoripararsi nei nuclei cellulari.

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